mercoledì, Settembre 22, 2021
Home BLOG DataRoom Se mi lasci ti cancello

Se mi lasci ti cancello

L’art. 17 del GDPR ha sancito tra i diritti dell’Interessato quello alla cancellazione, altrimenti conosciuto come diritto all’oblio.

Ciascun Interessato dovrebbe avere il diritto di ottenere la rettifica dei dati personali che lo riguardano e il «diritto all’oblio» se la conservazione di tali dati violi il presente regolamento o il diritto dell’Unione o degli Stati membri cui è soggetto il titolare del trattamento.

Tale diritto è in particolare rilevante se l’interessato ha prestato il proprio consenso quando era minore, e quindi non pienamente consapevole dei rischi derivanti dal trattamento, e vuole successivamente eliminare tale tipo di dati personali, in particolare da internet.

In forza di tale norma, “l’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti:

a) i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;

b) l’interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento conformemente all’articolo 6, paragrafo 1, lettera a), o all’articolo 9, paragrafo 2, lettera a), e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;

c) l’interessato si oppone al trattamento ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 1, e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento, oppure si oppone al trattamento ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 2;

d) i dati personali sono stati trattati illecitamente;

e) i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;

f) i dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta di servizi della società dell’informazione di cui all’articolo 8, paragrafo 1.

Il titolare del trattamento, se ha reso pubblici dati personali ed è obbligato, ai sensi del paragrafo 1, a cancellarli, tenendo conto della tecnologia disponibile e dei costi di attuazione adotta le misure ragionevoli, anche tecniche, per informare i titolari del trattamento che stanno trattando i dati personali della richiesta dell’interessato di cancellare qualsiasi link, copia o riproduzione dei suoi dati personali.”

La norma in esame, tuttavia, conosce una forma di contemperamento poiché le suddette prescrizioni non si applicano laddove il trattamento sia necessario:

a) per l’esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione;

b) per l’adempimento di un obbligo legale che richieda il trattamento previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento o per l’esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse oppure nell’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento;

c) per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica in conformità dell’articolo 9, paragrafo 2, lettere h) e i), e dell’articolo 9, paragrafo 3;

d) a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici conformemente all’articolo 89, paragrafo 1, nella misura in cui il diritto di cui al paragrafo 1 rischi di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il conseguimento degli obiettivi di tale trattamento;

e) per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.

Con esplicito riferimento ai Considerando correlati alla norma in commento, si segnala altresì che per rafforzare il diritto all’oblio nell’ambiente online, è opportuno che il diritto di cancellazione sia esteso in modo tale da obbligare il titolare del trattamento che ha pubblicato dati personali a informare i titolari del trattamento che trattano tali dati personali di cancellare qualsiasi link verso tali dati personali o copia o riproduzione di detti dati personali.

Come si potrà facilmente intuire, il presente diritto novellato è di più ampia portata rispetto alla Direttiva del 1995 poiché, in primo luogo, mira alla cancellazione di Dati nel caso in cui il Trattamento non sia più giustificato e, in secondo luogo, se comunicati a terzi dal Titolare, questi è tenuto ad informarli circa la volontà dell’Interessato di esercitare il diritto all’oblio, salvo si tratti di attività impossibile o sforzo sproporzionato.  

Ricapitolando, i motivi che fanno venir meno la ragion d’essere del Trattamento sono i seguenti:

  • i Dati personali non sono più necessari rispetto alle Finalità per le quali sono stati raccolti o trattati 
  • l’Interessato revoca il consenso e se non sussiste altra base giuridica per il Trattamento 
  • l’Interessato si oppone al Trattamento e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al Trattamento 
  • l’Interessato si oppone al Trattamento se i suoi Dati personali sono trattati per finalità di marketing diretto 
  • i Dati personali sono stati trattati illecitamente
  • i Dati personali devono essere cancellati per adempiere ad un obbligo legale previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato 
  • i Dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta di servizi della società dell’informazione ad un minore 

Si affianca al diritto alla cancellazione anche quello alla rettifica, come formulato dall’art. 16 del GDPR, in forza del quale “l’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la rettifica dei dati personali inesatti che lo riguardano senza ingiustificato ritardo. Tenuto conto delle finalità del trattamento, l’interessato ha il diritto di ottenere l’integrazione dei dati personali incompleti, anche fornendo una dichiarazione integrativa.

#diritto #cancellazione #oblio #gdpr #privacy #obbligolegale #revoca #rifiuto #rettifica

Must Read