lunedì, Settembre 20, 2021
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E-Recruiting: we want you

Il #Ministero del #Lavoro e delle Politiche sociali con la “Circolare n. 30/2004” (Prot. 1/267 Segr.) ha fornito chiare precisazioni in ordine alle modalità per i possibili datori di lavoro di ricercare personale direttamente, tramite “annunci di offerta di lavoro” su giornali e periodici cartacei e, soprattutto, su #sitiinternet.

In particolare, nell’esercizio dell’attività di #recruiting, ovvero di ricerca e selezione del personale, ha dettato alla potenziale #azienda le condizioni per conservare l’anonimato, ciò rappresentando un’importante innovazione rispetto a quanto stabilito dalla #Legge Biagi nel 2003.

Sia chiaro, il divieto di pubblicare annunci in forma anonima (cioè senza l’esplicito riferimento al soggetto che effettua la #comunicazione) era già contenuto nell’articolo 9 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ma è con l’emanazione del Decreto Ministeriale 5 Maggio 2004 sulle #Agenzie per il Lavoro che il nuovo regime autorizzatorio in materia di organizzazione e disciplina del #mercato del lavoro è divenuto a tutti gli effetti operativo.

Riportiamo un estratto della citata Circolare interpretativa dell’art. 9 cit. : “Ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono vietate comunicazioni, a mezzo #stampa, #internet, #televisione o altri mezzi di informazione, in qualunque forma effettuate, relative ad attività di ricerca e #selezione del personale, ricollocamento professionale, intermediazione o somministrazione effettuate in forma anonima e comunque da soggetti, pubblici o privati, non autorizzati o accreditati all’incontro tra #domanda e offerta di lavoro eccezion fatta per quelle comunicazioni che facciano esplicito riferimento ai soggetti in questione, o entità ad essi collegate perché facenti parte dello stesso gruppo di #imprese o in quanto controllati o controllanti, in quanto potenziali datori di lavoro. […] Sono dunque vietate le comunicazioni anonime. Sono altresì vietate le comunicazioni relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocamento professionale, #intermediazione o #somministrazione effettuate a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione che non siano effettuate da parte di soggetti, pubblici o privati, autorizzati o accreditati.

Possono tuttavia effettuare le comunicazioni in oggetto i potenziali datori di lavoro, purché ciò avvenga in forma non anonima a garanzia della trasparenza del mercato del lavoro e del pieno rispetto delle norme poste a tutela della protezione dei dati personali.

A questo fine, se il potenziale datore di lavoro vuole di fatto conservare l’anonimato la comunicazione in oggetto potrà essere veicolata, a titolo oneroso o #gratuito, per il tramite un soggetto autorizzato o accreditato ovvero, gratuitamente, per il tramite dei #centri dell’impiego della sede/residenza del committente che si faranno garanti nei confronti dei titolari dei dati inviati in risposta all’annuncio, del rispetto di quanto stabilito in materia di #trattamentodeidatipersonali. In quest’ultimo caso, ai fini del controllo da parte della #Amministrazione di vigilanza, gli editori e i gestori di siti sui quali sono pubblicati detti annunci inviano entro 10 giorni dalla pubblicazione al Centro per l’impiego competente, anche per il tramite della concessionaria di pubblicità, il nominativo del committente, con gli estremi del #codicefiscale se #personafisica o della #partitaIVA se persona giuridica, e il testo della relativa ricerca con indicata la posizione di lavoro oggetto della #inserzione“.

Volendo riassumere, il datore di lavoro potrà scegliere se e come pubblicare la propria offerta di lavoro, considerando quanto segue:

  • se vuole conservare l’anonimato, l’annuncio può essere pubblicato a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione ma solo attraverso soggetti muniti di #autorizzazione ministeriale o accreditamento regionale, oppure, informando della comunicazione i centri per l’impiego competenti per territorio;
  • diversamente, e qualora il datore di lavoro si rivolgesse direttamente a canali di comunicazione e/o piattaforme #web di terze parti, l’annuncio dovrà necessariamente riportare gli estremi identificativi dell’azienda, ciò a tutela del #mercato, della #concorrenza e della protezione dei dati personali dei candidati.

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