domenica, Giugno 20, 2021
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Linee guida in tema di contact tracing

Il #Garante per la privacy ha pubblicato lo scorso 21 #Aprile le linee-guida 04/2020 sull’uso dei dati di localizzazione e degli strumenti per il #tracciamento dei contatti nel contesto dell’emergenza legata al #COVID-19.

Le linee guida operano fondamentalmente su due livelli:

  • da una parte, il ricorso ai dati di #localizzazione serve a testare il livello di efficienza delle misure di #isolamento e #quarantena, dunque quale strumento a supporto della risposta alla pandemia, e fermo restando che #dati e tecnologie hanno limiti intrinseci e non possono che far leva sull’efficacia di altre misure di #sanità pubblica; 
  • dall’altra parte, il tracciamento dei #contatti assolve ad una funzione informativa e, dunque, preventiva, nei confronti di #persone che sono probabilmente entrate in contatto ravvicinato con soggetti successivamente confermati #positivi, al fine di interrompere tempestivamente la trasmissione del #contagio. 

Viene confermato il fatto che il ricorso alle #app per il tracciamento dei contatti debba essere volontario e non dovrebbe basarsi sulla tracciabilità dei movimenti individuali, bensì sulle informazioni di prossimità relative agli #utenti, ciò per soddisfare il requisito dell’#anonimizzazione dei dati: da ciò discende come le persone che non intendano o non possano utilizzare tali applicazioni non dovrebbero subire alcun pregiudizio. 

I dati relativi alla ubicazione possono essere trasmessi alle autorità o a terzi solo se sono stati resi anonimi dal fornitore oppure, per i dati indicanti la #posizione geografica dell’apparecchiatura terminale di un utente, che non sono dati relativi al traffico, con il consenso previo degli utenti. L’archiviazione di informazioni ulteriori rispetto ai dati di ubicazione raccolti sul dispositivo dell’utente o l’accesso alle informazioni già archiviate sono consentiti solo in caso di #consenso dell’utente.

Deve essere parimenti rispettato il requisito circa le finalità del tracciamento, tale da escludere trattamenti ulteriori per scopi estranei alla gestione della #crisi sanitaria causata da COVID-19 e fermo il rispetto dei principi di adeguatezza, necessità e proporzionalità dell’uso dei #datipersonali.

A tale riguardo, è pacifico che l’impiego di un’app per combattere la #pandemia da COVID-19 potrebbe implicare la raccolta di dati relativi alla #salute (attraverso, ad esempio, l’indicazione di uno #status): in questo caso, la segnalazione utenti infetti deve essere regolata da una procedura ad hoc (si potrebbe prevedere il ricorso ad un codice monouso correlato a una identità #pseudonima della persona #infetta e collegato a un laboratorio o a un #operatoresanitario).

Ad ogni buon conto, è opportuno osservare che il trattamento di tali dati è consentito solo in due casi: quando è necessario per motivi di #interessepubblico nel settore della sanità pubblica, nel rispetto delle condizioni di cui all’articolo 9, paragrafo 2, lettera i), del Regolamento #GDPR; oppure per le finalità dell’assistenza sanitaria di cui all’articolo 9, paragrafo 2, lettera h), del cit. reg.

Per una lettura integrale del documento, consultare il seguente #link >>>

https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9322501

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