domenica, Giugno 20, 2021
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Risorse Inumane

Per una volta tanto, non mi sono mangiata il cervello alla ricerca di un titolo ad effetto.

L’autore di questo libro – che ho letto e già video-recensito per i followers sui miei canali social nel corso della rubrica #pumpupthevolume – ha scelto il miglior titolo possibile.

Risorse Inumane di Denis Murano edito da Anteprima Edizioni ha vinto.

Schietto, amaro, crudele, beffardo? Non solo. Inumano? Assolutamente.

L’autore veste i panni del suo alter ego Dottor X (ecco, se proprio devo cercare un neo, è la banalità del nome del protagonista) e ci porta nei corridoi, sotto le scrivanie, nelle sale riunioni di quei classici e a tratti squallidi Uffici del Personale di cui è Direttore.

Sceglie di farlo attraverso la fictio di un avatar ma, non vi fate ingannare, questa è l’unica nota non veritiera, non verosimile, non vera dell’intera storia. Anzi, sembra proprio che il nostro Denis Murano provi una sottile cattiveria mista a soddisfazione nel restituirci una fotografia delle dinamiche aziendali tanto reale quanto grottesca.

Le aziende sono fatte di persone, dice. Peccato che buona parte delle persone di cui scrive siano delle persone di merda (sic) che non mostrano il minimo pentimento per ciò che fanno ed esprimono.

Lui stesso, il Dottor X, non si nasconde dietro a falsi moralismi o insegnamenti. Occupa il suo bell’ufficio e da lì vede attraversare flora e fauna degne di una giungla amorale, anemica e inumana. Cosa lo distingue dagli altri?

Lo stipendio, la posizione, la cultura e la furbizia che a seconda dell’oroscopo e del meteo fa variamente pesare sul prossimo. E la coscienza.

Ecco quindi che, come tutte le storie romantiche che si rispettino, anche questa di Denis Murano ha la propria morale, il nostro eroe conosce il proprio personale riscatto: come, vi chiederete voi? Vi toccherà leggere il libro per scoprirlo.

Tra l’altro, non è detto che la morale, il messaggio siano univoci, anzi.

Il fascino di questa storia, oltre a risiedere nella verosimiglianza e naturalezza delle situazioni descritte (sesso, politica, compromessi, scheletri) è dato proprio dalle sfaccettature della personalità del protagonista, un perdente Sturm-und-Drang del quale sentivamo la necessità (la sentivamo? ebbene sì), dopo tutti questi manuali di management win-win-win.

Le aziende sono fatte di persone, vero. Alcune di queste persone ne sono il cuore, altre il culo (si potrà scrivere? beh, ormai è fatta).

Volevate un messaggio? Vi accontento e ci salutiamo con un’intera lista di buone pratiche:

se non prendi decisioni, non puoi sbagliare;
qualunque errore se gestito in maniera sana è il miglior corso di formazione al mondo;
per evolversi e maturare bisogna emanciparsi dall’autoreferenzialismo per non peccare di inutile vanità;
infine, bisogna trovare il coraggio di fare un salto nel buio per prendere scelte impopolari e lavorare per passione così da non diventare schiavi degli status symbol, della paura e del rischio di fallimento.

Che altro aggiungere? Leggetelo, sottolineatelo, consigliatelo, anche agli imprenditori.

Enjoy.

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