domenica, Giugno 20, 2021
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MLK Reloaded: il marketing è rock

Lo ammetto, prima di leggere Marketing Luther King – Reloaded, non conoscevo affatto l’autore, Simone Ciaruffoli, imprenditore schivo e rockstar della comunicazione (come mi piace definirlo). Antipatico, anticonvenzionale, anticonformista? Non saprei, a me non è parso particolarmente interessato alle etichette, alle definizioni, agli schemi ma neppure un soggetto forzato, caricaturale e retoricamente controcorrente. Ho dunque letto questo suo libro senza pregiudizi e preconcetti, un appuntamento al buio insomma, di quelli finiti bene però, un’esperienza che mi va di raccontare e condividere.

Ho apprezzato tantissimo la scrittura, le scelte espressive, lo stile solo apparentemente sporco perché, vedete, si può dire tutto e il contrario di tutto, ma dubito che Simone Ciaruffoli sia uno sprovveduto bastian contrario, di quelli cui chiedono di scrivere un libro sul marketing per il solo fatto di avere una qualche parabola da raccontare, anzi.

Qui c’è sostanza, sintesi e un sostrato filosofico ed umanistico che non sempre siamo abituati a leggere in un manuale di marketing. Forse perché questo non è il classico manuale di marketing, non dispensa dogmi e formule magiche per una comunicazione di successo né tantomeno si limita a demolire le teorie su marketing, strategia e branding.

L’approccio al tema è diretto: il marketing odierno è paleolitico, teorico, ovvio. La cifra stilistica è elegante: valorizzazione del dato esperienziale, linguaggio chiaro e semplice, riferimenti culturali stratificati, ogni episodio è un viaggio nel viaggio. Tutto questo serve all’autore per mostrarci la sua visione, facendoci capire come il marketing sia ovunque e questo da sempre.

Ciaruffoli chiarisce cosa debba intendersi per marketing oggi e lo fa dal dentro, anziché dall’alto: cosa significa? Che non formula la propria tesi come se fosse una verità, l’ennesimo vangelo, ma preferisce portarci dentro il marketing, privilegiando una lettura pragmatica e riducendo al minimo gli aspetti teorici. Non parla di marketing ma lo fa, e lo racconta alla grande. Mette in pratica, in prima persona, quello che predica, ovvero ciò che produce è ciò che racconta, parcheggiando decenni di metodo Godiniano & Co.

Come procede Ciaruffoli? L’ho intesa così: entra nel marketing, lo disgrega e lo riaggrega, restituendoci una fotografia moderna e vivace. Ecco così che ci spiega come il marketing sia ovunque, nella religione, nell’arte, nel cinema, nella politica, nella storia. Sfatando miti, costruisce a sua volta il suo racconto mitologico, portandoci a credere che sia vero o quantomeno verosimile, dimostrandoci in tempo reale quello che sta scrivendo: il marketing funziona in quanto racconta, il racconto funziona nel momento in cui ti raggiunge, e ti raggiunge al punto tale che non ti importa (o non ti chiedi) se quel racconto sia vero o falso, prima che tu possa chiedertelo, è già arrivato a destinazione ed ha dunque così raggiunto lo scopo per cui è nato. Non trovate che sia rock tutto questo?

Nessun guru, niente è scontato, tutto è possibile, purché il brand sia in grado di raccontarsi efficacemente: l’efficacia – e il successo di una strategia di marketing – risiede nell’appropriarsi della persona, influenzandone le scelte. Sotto questo profilo – altra affermazione audace dell’autore – il cliente non ha sempre ragione ed anzi, non precede il marketing ma lo partecipa in via differita e mediata, diventandone socio occulto. Assistiamo così al funerale del supermarketing e al battesimo di un nuovo rinascimento della comunicazione al cui centro c’è una storia e non la persona, e neppure il brand ma il suo eidolon. Capite ora perché Ciaruffoli sia rock e perché Marketing Luther King – Reloaded si candidi a diventare il libro più di marketing mai scritto sinora?

Se tutto questo non vi sembra abbastanza, vi toccherà leggerlo e godervi la verità di questo racconto contemporaneo.

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